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30° GIRO PODISTICO

ISOLA D'ELBA
nel nome di MARA

TROFEO ENZO LANDI

Con il patrocinio del Parco Nazionale dell'Arcipelago Toscano dei comuni interessati del Ministero dell'Ambiente e della Tutela del Territorio

11-18 OTTOBRE 2020

30° giro podistico dell'Isola d'Elba - 4° Memorial Angelo Re

NEWS

06-04-2020

INSOMMA, C'ERA UNA VOLTA UN BIMBINO, VERO NONNO?...

E' tempo di Covid 19, le perdite di vite umane sono tante, troppe, a farne le spese maggiori è la generazione dei nonni. Il Giro è stato spostato ad Ottobre e mentre tutti, podisti compresi stiamo in casa, qualche furbetto, magari nipote di qualche nonno a rischio se ne va in giro tranquillamente.

Ho rivisto la foto del nipotino di Nino D’Angelo che baciava il nonno, ospite a Domenica in, dalla televisione di casa sua, una foto che ha fatto il giro del mondo e che dimostrava tutto l’amore del nipotino verso il proprio nonno. Guardandola mi è venuto spontaneo pensare a questo virus, a quanti nonni ha portato via nel suo passaggio e a quanti ne porterà via ancora dopo, quanti bambini ha lasciato orfani dei propri nonni, nonni che non potranno più raccontare loro storie, vere od inventate, ma ascoltate sempre con la meraviglia negli occhi. Pensando a quella foto ho ricordato i dopo cena da bambino, durante le vacanze natalizie, quando andavo a trovare nonno Ezio. Ogni sera, dopo cena in inverno, era sua abitudine sedersi sulla panchetta all’interno del grande focarile che riscaldava la cucina, con la sua pipa in bocca o fischiettando qualche motivetto attendere il momento di andare a letto. Era in quelle occasioni che nonno Ezio mi prendeva sulle sue ginocchia e, mentre i miei zii al tavolo pulivano i fucili, parlavano della lunga giornata di lavoro e caricavano le cartucce da sparare il giorno dopo per la caccia e nonna Alfonsina e le zie, con il caldano sotto il lungo tavolo da pranzo per riscaldarsi le gambe rammendavano pantaloni e camicie sdruciti e strappati dal lavoro duro della campagna, mi raccontava delle battaglie della Grande Guerra sul Carso, canticchiava quell’ode che faceva…. Il Piave mormorava, caldo e placido, al passaggio dei primi fanti il 24 Maggio…., delle bombe che cadevano, delle trincee, dei feriti e dei suoi compagni che non ce l’avevano fatta a tornare a casa. Lo avrei ascoltato per ore e ore quell’omino piccolo, ma vispo come una lepre e furbo come una volpe, che sapeva andare in ogni dove nel suo podere senza incappare in qualche pericolo anche se ormai cieco da molti anni, e non ho mai capito o forse non mi ricordo, se a causa della guerra oppure per altro motivo. Dal ricordo di nonno Ezio il passaggio a solo qualche anno fa è stato veloce. Quando cioè ero io a ricevere la visita delle nipotine in occasione delle feste e una di loro rimaneva per molti giorni in vacanza dai nonni. La sera per convincerla ad andare a dormire e con la scusa di portarla nel mio letto le promettevo di raccontarle una nuova favola. Terminato il classico repertorio delle favole, del quale da anni avevo dimenticato l’elenco da qualche parte, ebbi una intuizione, raccontare sotto forma di novella la mia storia e la storia della nostra famiglia cambiando i nomi dei protagonisti “ C’era una volta un bambino che era nato, sai quella casa vicino al bar del mare dove siamo stati a mangiare quella volta tutti insieme, ecco quel bambino era nato proprio li, …..” La storia cominciava sempre così, e ogni volta che deviavo in qualche particolare del mio racconto, subito arrivava la correzione – “ No, nonno, prima lui prendeva il treno e poi …..” Una mattina prima di aprire gli occhi, con la voce ancora rauca mi chiese “ Nonno, ma quel bambino, te lo hai conosciuto?” Pensai che avesse sognato quella storia inventata, inventata da una storia vera però, che le stavo raccontando, quel pensiero mi è piaciuto e me lo porto sempre dentro. Ogni sera fino a che ha avuto il bisogno ed il piacere del racconto della nostra storia per addormentarsi, appena entrata sotto le coperte mi sollecitava “ Insomma, c’era una volta un bimbino, vero nonno!” E allora il racconto ripartiva da capo “ Si, c’era una volta un bimbino che era nato…….” E la nostra vita riscorreva veloce nel racconto, a seconda di quanto tempo resisteva prima di addormentarsi. Come non pensare a quei nipoti che non potranno più ascoltare una favola, vera o inventata che sia, che potesse far correre la loro fantasia, far capire la loro storia, la storia della loro famiglia fin da piccoli, come non pensare alla malvagità di questa brutta cosa che è il virus, che ci sta incastrando tutti e vedere voi uscire di casa, incoscienti senza motivo, se anche voi avete avuto un nonno o una nonna che vi teneva sulle ginocchia e che vi addormentava la sera con una qualsiasi storia? Come non pensare a quei bambini che il mattino venivano accompagnati a scuola e che nel pomeriggio potevano andare in palestra a fare sport grazie a quei nonni che li accompagnavano ed ora non ci sono più? Ognuno di noi ha qualcosa da raccontare ai più piccoli, che siano nipoti, fratelli o sorelle, quello che non vorremmo mai raccontare loro in questi giorni o in futuro che magari i loro nonni sono morti perché qualcuno non ha rispettato certe regole. <