30° giro podistico isola d'elba

16-23 maggio 2021

novità

29-05-2021

GiRomanza 2021!

GiRomanza 2021!

A una settimana dal termine dell'edizione 30 credo sia doveroso fare una breve disamina di ciò che è stato il Giro 2020+1, il Giro 2021, quello che passerà alla storia come il Giro dell'era Covid 19.
Per prima cosa è doveroso rivolgere un grande grazie ai collaboratori, quelli abituali che negli anni sono stati il braccio e le gambe dell'organizzazione, in primis Gisberto Brini che ha assunto  il difficile compito svolto per decenni da Enzo Landi, indimenticato e indimenticabile compagno di tante avventure, poi Roberto Brighenti, Bruno Ceccarini, Giorgio Campinoti, Francesco Bertaccini,  Anna e Paola Giannelli, mia moglie Laura che per trenta anni, in silenzio, ha sopportato le mie incazzature quando le cose del Giro non erano quelle delle mie aspettative.
Come non ringraziare poi coloro che hanno sentito il dovere di ritornare a dare una mano Mario Catastini e la moglie Claudia, Manola Mambrini che torna dopo anni non da giudice ma da collaboratrice, Filippo che conosce il Giro da massaggiatore e ne diventa collaboratore, a Costanza che seguendo il marito massaggiatore si è rivelata ottima collaboratrice e infine, ma non per ultimi Alfonso Carbone  e Grazia Tenore che da Napoli sono venuti a scoprire l'Elba e a diventare preziosi collaboratori del Giro e Paolo Nalin che dopo le prime esperienze con il Triathlon di molti anni fa ha voluto provare l'ebbrezza della corsa a tappe della quale in famiglia aveva sentito tanto parlare.
I massaggiatori Alberto e Riccardo che sono riusciti a far terminare le cinque fatiche al maggior numero di atleti facendo anche gli straordinari e grazie ai prodotti Lacomed procurati da Bruno.
Come non ricordare e ringraziare Luca, Andrea, Fernando e Alfredo che togliendo spazio alla famiglia e al tempo libero si sono prodigati per la ricerca, la mappazione e la tracciatura dei percorsi.
Doveroso  ringraziare pubblicamente, dopo averlo fatto con una lettera personale,  ancora una volta gli sponsor che ci hanno supportato, le Pro Loco che si sono prodigate per la ricerca dei premi di tappa, le Amministrazioni Comunali interessate, la Regione Toscana, il Parco Nazionale dell'Arcipelago Toscano, la Prefettura, il Commissariato di Polizia  di Portoferraio, la Provincia di Livorno che ci hanno accompagnato con pazienza nella richiesta dei permessi.
Quindi tutto bene e tutto scontato che si giungesse alla fine senza incorrere in difficoltà? Niente affatto!
Dopo un anno di sospensione,  la ripartenza non era affatto facile.
Quest'anno ogni difficoltà sembrava amplificata rispetto al passato, a partire dalla richiesta dei permessi alla stesura del regolamento seguendo le nuove regole e le disposizioni vigenti per il Protocollo Covid, il timore che pur cercando di attenersi alle regole nel migliore dei modi,  non si fosse in grado di applicarle considerato che di esempi da seguire non ce ne fossero poi così tanti, essendo tra i primi in Italia a riprendere l'attività agonistica. L'assenza dei ristori sul percorso poi è stato un tema che ci ha dato le maggiori preoccupazioni, pensando a come sarebbe stato affrontato dagli atleti, se avessero seguito le indicazioni suggerite dovendo provvedere in autonomia e come avrebbero reagito in caso di difficoltà di alimentazione. In questo credo siano stati determinanti la presenza e l'esperienza di Alessandro di Born Italia con i consigli per l'utilizzo dei prodotti inseriti nel pacco gara, da utilizzare durante le varie tappe.
Il Giro 2020+1, il Giro 2021, è stato una incognita che giorno dopo giorno siamo andati a scoprire  giungendo sulla location scelta per la partenza di tappa, anche se ogni sera in hotel tutta la squadra lavoro si riuniva per esaminare la tappa trascorsa e programmare la successiva, era poi sul posto che si adattava la chiama nei blocchi, la scelta dell'area per la misurazione della temperatura, la dislocazione migliore dei blocchi di partenza dei vari gruppi.
Il primo impatto problematico è stato proprio nella prima tappa di Portoferraio, sul lungomare delle Ghiaie, con il forte vento da Nord che ci impediva di stendere transenne e striscioni e l'impossibilità di porre a terra i cinesini come stabilito nel protocollo per mantenere la distanza, regola che ha funzionato nelle altre tappe anche grazie alla ottima predisposizione degli atleti a osservare le regole imposte dal protocollo gara.
Ma alla fine il Giro è giunto al termine, la soddisfazione degli atleti ci è stata espressa ogni giorno, in modo particolare per la voglia di tornare a correre, di tornare a rivivere l'Elba e i suoi percorsi,  per chi era alla prima partecipazione di venire a conoscere una gara che al di là del tempo che passa si rivela ancora bella e suggestiva,  da vivere e rivivere ogni anno, come una bella donna che si adatta al passare del tempo e sa portare con stile le sue rughe.